DIABETE E MORBO DI ALZHEIMER

By: | Tags: | Comments: 0 | Marzo 6th, 2021

Care lettrici e lettori, oggi vorrei parlarvi di recenti ricerche relative a malattie neurodegenerative ed il diabete. Scusate se insisto a volte su questo argomento, ma oramai anche il diabete ed il prediabete, con l’obesità relativa, sono diventate una pandemia globale. Vi porterò alcune notizie sulla relazione tra diabete e malattie neurodegenerative.

Se qualcuno vuole poi approfondire gli argomenti, basta andare in bibliografia internazionale e leggere i lavori originali. Non date peso a notizie che girano su internet senza che siano accompagnate da bibliografia. Come bibliografia intendo lavori scientifici scaricati dalle banche dati ufficiali, e non siti internet a cui a volte si rimanda.

CHE COS’È IL DIABETE?
Il diabete mellito è un disturbo in cui il corpo di una persona ha difficoltà a utilizzare lo zucchero. In genere rientra in una delle tre categorie:

Diabete di tipo 1: una condizione autoimmune, che di solito si manifesta durante l’infanzia, in cui il pancreas non produce abbastanza insulina, causando un aumento anomalo dei livelli di zucchero nel sangue.

Diabete di tipo 2: uno stato patologico derivante dalla resistenza all’insulina. Questo fenomeno si verifica quando i livelli ematici dell’ormone rimangono cronicamente elevati a causa delle cellule non più in grado di accettarlo e riceverlo.

Diabete di tipo 3: è stato originato dalla dottoressa Suzanne de la Monte, professore associato di patologia e medicina e neuropatologo presso la Brown Medical School. Nell’esaminare il tessuto cerebrale dei pazienti affetti da Alzheimer post mortem, ha scoperto che il cervello mostrava segni di diabete di tipo 1 e di tipo 2, con una diminuzione della produzione di insulina e una resistenza all’insulina.

Diabete gestazionale: una condizione temporanea in cui la glicemia diventa troppo alta durante la gravidanza e di solito si risolve dopo il parto.

CHE COS’È ALZHEIMER’S?
Un tipo di demenza che rappresenta il 60-80% dei casi diagnosticati, l’Alzheimer è un termine generico che comprende la perdita di memoria e altre capacità cognitive. La maggior parte delle persone con questa condizione ha più di 65 anni. Tuttavia, più di 200.000 americani hanno la malattia di Alzheimer ad esordio più giovane.

L’Alzheimer è una malattia progressiva che peggiora costantemente. I sintomi all’inizio sono impercettibili. Tuttavia, un paziente in fase avanzata perde in genere la capacità di portare avanti una conversazione. La prognosi media dopo la diagnosi è di 6-8 anni di vita e l’Alzheimer è la sesta causa di morte in America. (2.)

Sebbene non esista una cura attuale per l’Alzheimer, sono disponibili trattamenti per gestire i sintomi e dare a chi soffre una migliore qualità della vita. Gli esperti sono alla continua ricerca di risposte su come trattare, ritardare e persino prevenire la malattia.

Scoperto collegamento tra diabete e morbo di Alzheimer.

 In un lavoro pubblicato su “J Clin Invest” gli scienziati hanno scoperto una connessione univoca tra il diabete e il morbo di Alzheimer, fornendo ulteriori prove sul come, una malattia che priva le persone dei loro ricordi, può essere influenzati dalla glicemia elevata.

Il nuovo studio – nei topi – mostra e conferma come valori elevati di glucosio nel sangue aumentano rapidamente i livelli di beta-amiloide, un componente chiave di placche cerebrali nei malati di Alzheimer. I picchi di glucosio, incontrollato, nel sangue aumentano l’attività dei neuroni nel cervello, che promuovono la produzione di beta-amiloide.

Questa osservazione, apre una nuova strada di ricerca sul come possa svilupparsi la malattia di Alzheimer nel cervello, e di come si aprano nuove strade e bersagli terapeutici per prevenire e trattare questa malattia.

L’interazione tra diabete e Malattia Alzheimer.

Il cervello è un organo in cui il metabolismo energetico si verifica più intensamente e il glucosio è un substrato energetico essenziale e dominante. Molti studi negli ultimi anni

suggeriscono una stretta relazione tra il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) e la malattia di Alzheimer (AD) in quanto hanno molte caratteristiche fisiopatologiche in comune. La condizione dell’iperglicemia espone le cellule cerebrali agli effetti dannosi del glucosio, aumentando la glicazione delle proteine ed è la causa di diverse complicanze non psichiatriche. Numerosi studi osservazionali dimostrano che non solo l’iperglicemia ma anche i livelli di glucosio nel sangue vicini ai limiti di digiuno inferiori (da 72 a 99 mg / dL) aumentano l’incidenza di AD, indipendentemente dal fatto che T2DM si svilupperà in futuro.

Elaborazione anormale delle proteine, accumulo di placche amiloidi e proteina tau. anomalie, riduzione dell’acetilcolina, dislipidemia e ipercolesterolemia, ossidativa lo stress e la disfunzione mitocondriale, l’attivazione delle vie infiammatorie sono legate all’AD patogenesi, ma questi indicatori di patogenesi sono anche indicati come comuni a entrambe le malattie: malattia di Alzheimer (AD) e diabete mellito di tipo 2 (T2DM).

Da queste recentissime ricerche si sta confermando sempre più il collegamento tra diabete non controllato e malattie neurodegenerative. La prevenzione qui gioca un ruolo fondamentale e, l’unica prevenzione efficace, è la dieta. Tenere sotto controllo il diabete si può, ed anche senza troppi sacrifici, ma bisogna essere coscienti del cambiamento che bisogna avere nei confronti del cibo. Se un cibo fa male, fa male. Non ci sono giornate libere o pasti liberi per un diabetico con la malattia non in remissione. Dopo, quando la malattia è sotto controllo, si possono fare dei piccoli strappi controllati. Ciò che il protocollo dieto terapico NutriSalus prevede.

BIBLIOGRAFIA

J Clin Invest. 2015. Published May 4, 2015 doi:10.1172/JCI79742.
Int. J. Mol. Sci. 2020, 21, 2744; doi:10.3390/ijms21082744

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